PERCORSO MEMORIA è un progetto a cui io, Graziano Bellini e alcuni del gruppo FDMDB lavoriamo ormai dal 2014. E' nato così, silenzioso e umile, con la speranza di dare una scossa alla memoria.
E visto che quella scossa ha funzionato, il progetto si è sviluppato piano piano intorno a noi, arrivando a farci fare altri quattro percorsi.
Dopo le scuole di Fucecchio e quelle di Montelupo F.no, sabato 05/03/2016 è stato il turno di quelle di Santa Maria a Monte.
L'evento è iniziato in sordina, con i ragazzi che riuscivano a malapena a concentrarsi. Poi, sono bastati pochi minuti e il loro interesse si è acceso: hanno capito che non eravamo lì ad annoiarli con date, cenni storici lunghi e discorsi infiniti. Noi eravamo lì per raccontar loro una storia. Una storia purtroppo vera, non abbastanza conosciuta, ed accaduta a pochi km da loro. Solo 72 anni fa, a persone come loro.

L'ingresso di Vittoria Tognozzi e il suo racconto straziante, ha fatto sì che la loro emozione arrivasse al massimo livello : molti avevano gli occhi lucidi, altri alzavano la mano per fare domande importanti, altri ascoltavano rapiti.
E' stato molto intenso vedere ragazzi di 13 anni così attenti e interessati, così desiderosi di capire e di captare più emozioni possibili. Così sicuri di non voler dimenticare questa storia. Così felici di averla sentita.
Continuavano a chiedere alla testimone "Ma lei quel giorno cosa provava?" oppure "Ma lei a fine della strage, come si sentiva?".
Quando l'evento è finito ed è arrivato il momento per loro di abbracciare Vittoria. Nel frattempo alcuni ci rincorrevano per dirci " Grazie di avercelo raccontato" e io non mi sono mai sentita così profondamente fiera di un progetto nato senza grandi aspettative e cresciuto così, forte forte.
Dopo i vari saluti, ci hanno lasciato pensieri scritti nel nostro quaderno ricordo, continuando a ringraziarci.
Ci hanno abbracciato e ringraziato ancora. Parole bellissime dette da giovani uomini e donne.
Io vorrei poterli ringraziare uno ad uno.
![]() |
| Alcuni messaggi lasciati dai ragazzi |
![]() |
| Alcuni messaggi lasciati dai ragazzi |
Già così, l'evento sarebbe stato sensazionale, uno dei più intensi.
Ma poi è arrivato un ragazzino che mi ha toccato l'anima.
Era lì seduto ad ascoltare, compreso nel "gruppo" di quelli con gli occhi lucidi. E' stato il secondo ad alzare la mano per fare una domanda a Vittoria. Quando il microfono gli è arrivato davanti al viso, ha fatto per parlare, ma... non è uscito niente.
Niente, niente perchè ha cominciato a piangere talmente forte, che i singhiozzi hanno bloccato le sue parole.
Piangeva e scuotava la testa, facendoci capire di non riuscire a parlare. Già così, il mio cuore era diventato piccolo piccolo. Poi qualcuno li ha suggerito di scrivere la domanda sul foglio, così io l'avrei letta per lui.
Me l'ha scritta su un foglio protocollo, io l'ho letta a Vittoria e lei ha risposto dolcemente a quel bambino che piangeva. Nel momento in cui la risposta era stata data e toccava ad un altro, ho posato il foglio della sul tavolo accanto a me. Appena l'ho appoggiato sul piano, alla rovescia, ho notato che quel foglio protocollo altro non era che il foglio degli appunti del ragazzino emozionato.
Ho letto la prima frase " La linea del fronte era il fiume arno" (guarda com'è preciso, che bella scrittura, ho pensato) , ho letto una frase più giù " le persone avevano tantissima paura" (bravo, ha ascoltato tutto, ho pensato) e poi un'altra frase: "Kesserling era una persona che uccide le persone".
In quel momento il tempo, per me, si è fermato in una frase. L'ho riletta di nuovo. Potente, immensa.
Può, a primo avviso, sembrare una frase senza molto senso, ma non è così: per chi non lo sa, Kesselring era a comando di tutte le forze tedesche in Italia. Dal '43 in poi, il suo obbiettivo diventò quello di combattere la Resistenza Italiana. Per lui erano tutti partigiani, sia le donne di 90 anni, sia i bambini di 4 mesi. Fu così che, tra i tanti orrori effettuati, fece quello che fu il "padre" di tutti gli eccidi italiani : emise infatti un ordine nel quale prometteva che i soldati che avessero superato le normali procedure contro i civili (non si uccidono civili innocenti, in pratica) sarebbero stati impuniti. Quindi ogni tedesco poteva uccidere chi diavolo gli pareva, senza dover rendere conto a nessun tribunale.
Questo è ciò che raccontiamo ai ragazzi, questo è il modo in cui spieghiamo chi era questo mostro e usiamo aggettivi orribili, aneddoti terrificanti e testimonanzie tragiche.
Speriamo che, con questi discorsi, i ragazzi sappiano anche chi sono gli artefici e come ragionavano e agivano.
"Kesselring era una persona che uccide le persone".
Questo, riassume ogni dettaglio. Questa frase è l'emblema di tutto. Non importa dire che era un mostro, un assassino, un pazzo. Non serve. E' molto più forte e profondo dire che era una di quelle persone che uccidono le altre persone.
La dolcezza di questo ragazzo e la leggerezza con cui ha capito e fatto suo tutto ciò che volevamo trasmettere, mi ha scaldato il cuore.
Mi sono fotografata la pagina e l'ho ringraziato. Lui ancora singhiozzava.
Lui si ricorderà di noi e io non mi scorderò di lui.
Grazie ♥
Let









Nessun commento:
Posta un commento