Questo blog è l'insieme delle cose che amo, artisticamente parlando ovviamente.
Tutto quello che ho creato ad oggi è qui : clicca ♥
Tutto questo è frutto della mia immaginazione.
Tutto questo è un prodotto della mia creatività.
Amo la fotografia, la musica e la scrittura.
Amo il cinema in tutte le sue forme.
Amo leggere, leggere e leggere.
Amo molto il teatro, la pittura e l'arredamento.
Amo cucinare soprattutto perchè amo mangiare.
Ho studiato lingue e organizzazione di eventi.
Ho fatto un pò di tutto: corsi di teatro, corsi di fotografia, di camera oscura, corsi di inglese, corsi di qua, corsi di là. Ho fatto 10 anni circa di Karate e l'ho amato pazzamente.
Ho una migliore amica da più di vent'anni e stravedo per lei.
Ho una famiglia splendida e delle amiche uniche.
Ho una gatta che si chiama Coco, bianca e nera, pazza e per niente affettuosa con gli estranei ma.. la dolcezza con me.
Ho una cana che si chiama Anouk, come la bambina nomade che se ne andava col vento del Nord, la mia piccola lupa grigia dagli occhi celesti.
Ho una casetta che adoro, piena di follia e amore.
Adoro creare in tutti i sensi possibili e questo spazio è dedicato a tutto ciò che invento.
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Ispirazioni
Ci sono una miriade di ispirazioni che mi accompagnano giorno per giorno.
Credo che la prima ispirazione, cioè la fotografia in sè, sia dovuta a mio padre. Aveva questa passione da prima che nascessi: aveva una reflex bellissima, tuttora funzionante e passata a me, una Minolta. Era facile capire se una foto era stata scattata con quella macchina: le immagini erano stupende, uniche, nitide, ma con la tipica grana delle analogiche, abbastanza contrastate. Ogni vacanza, ogni gita, ogni momento era un momento kodak e io ero spesso la protagonista. Aspettavo la stampa..e poi iniziavo a divertirmi ! Guardavo i negativi, stavo a giornate sulle diapositive e per ore e ore sulle foto... Mi sembrava di essere nel paese delle meraviglie. A scuola, nacque la fissa del disegno, anzi una vera e propria passione: pittura, carboncini, matite.. tutto! Ma non ero portata e non riuscivo a mettere su carta quello che avevo in mente.. E così rinunciai a disegnare, ma mi rimase il gusto e lo sguardo attento sui colori.. I colori impossibili, quelli poco conosciuti: l'indaco, che non tutti hanno presente, e il mio preferito, e il blu carta da zucchero, che tuttora quasi nessuno conosce. Molti neanche credono che esista. Non riuscendo a disegnare, cominciai ad interessarmi all'arte e a chi riusciva invece a dipingere. Mi innamorai perdutamente di Claude Monet, di Van Gogh, di Manet, di Renoir e sopratutto di Magritte...
Credo che la prima ispirazione, cioè la fotografia in sè, sia dovuta a mio padre. Aveva questa passione da prima che nascessi: aveva una reflex bellissima, tuttora funzionante e passata a me, una Minolta. Era facile capire se una foto era stata scattata con quella macchina: le immagini erano stupende, uniche, nitide, ma con la tipica grana delle analogiche, abbastanza contrastate. Ogni vacanza, ogni gita, ogni momento era un momento kodak e io ero spesso la protagonista. Aspettavo la stampa..e poi iniziavo a divertirmi ! Guardavo i negativi, stavo a giornate sulle diapositive e per ore e ore sulle foto... Mi sembrava di essere nel paese delle meraviglie. A scuola, nacque la fissa del disegno, anzi una vera e propria passione: pittura, carboncini, matite.. tutto! Ma non ero portata e non riuscivo a mettere su carta quello che avevo in mente.. E così rinunciai a disegnare, ma mi rimase il gusto e lo sguardo attento sui colori.. I colori impossibili, quelli poco conosciuti: l'indaco, che non tutti hanno presente, e il mio preferito, e il blu carta da zucchero, che tuttora quasi nessuno conosce. Molti neanche credono che esista. Non riuscendo a disegnare, cominciai ad interessarmi all'arte e a chi riusciva invece a dipingere. Mi innamorai perdutamente di Claude Monet, di Van Gogh, di Manet, di Renoir e sopratutto di Magritte...
La musica invece è un mondo a parte. A volte credo sia innata dentro me.
Ricordo la prima musicassetta, le prime canzoni imparate a memoria. Tutto. La nostra storia d'amore è talmente profonda che non so da dove nasca nè perchè. Amo tutta la musica. Non ho un genere, uno stile: amo il suono, ciò che evoca, quello che mi fa provare e i posti dove mi porta.
Credo di essere diventata dipendente dalla musica quando ho capito che mi faceva ricordare momenti passati. E' potente, è un mezzo importante. E la amo follemente.
Ho iniziato a "cantare" a 5 anni e non ho più smesso. Una volta ho cantato una canzone e da lì non ho più smesso. Non sono bravissima, non ho particolari doti canore, ma farlo mi fa sentire felice.
E mi basta.
La lettura e la scrittura forse dovrebbero stare in cima a questa lista.
Il mio primo incontro con un vero libro è stato alle medie, durante Italiano. La professoressa, che era bravissima con noi ragazzi, ci disse che una delle cose più utili per imparare a scrivere bene era leggere i libri.
Così, per stimolare la nostra attenzione, ci portò nella "biblioteca scolastica": ovviamente non era una vera biblioteca, ma semplicemente una piccola stanza buia e polverosa con tantissimi libri.
Non molte scuola hanno questa possibilità, la mia fortunatamente si.
La stanza era piccola, ma piena di libri. C'erano libri ovunque, sulle sedie, sugli scaffali, in terra.
A me sembrò il paradiso, nonostante non avessi ancora aperto seriamente un libro. Ovviamente, avevo letto quelli scolastici, avevo letto tanti racconti a scuola, ma un libro, un libro che leggi per tua curiosità, leggere un libro, non era ancora successo.
La professoressa ci disse di sceglierne uno.
"Entrate, guardate, lasciatevi ispirare e sceglietene uno: mi raccomando, oltre alla copertina, sul retro, nei libri, esistono delle specie di riassunti per capire di cosa trattano i libri. Quindi magari, prima di scegliere, leggete per bene il tema."
Immaginatevi una branca di bimbetti agitati dentro quella stanza: corsero tutti verso i libri come fossero giochi, aprendoli, annusandoli, lanciandoli oppure scegliendone 5 o 6 senza nemmeno guardare il titolo.
Io invece non riuscivo a decidermi. Non trovavo niente. Ne prendevo uno, lo guardavo, leggevo la recensione sul retro e lo mettevo in un angolo, catalogandolo come "forse". Avevo classificato metà biblioteca con "forse".
Poi ovviamente, come in ogni storia che si rispetti, il colpo di scena: fu un signor libro a trovare me.
Non mi ricordo ogni dettaglio, ricordo solo che presi questo libro e rimasi affascinata dalla bellissima copertina: c'era un vecchio disegno raffigurante un bambino moro dallo sguardo furbo e una bambina bionda, allegra e sbarazzina. Anche il libro era molto vecchio: quel giorno ho scoperto il profumo dei libri. Sul retro, c'erano pochissime parole: due accenni storici riferiti allo scrittore e qualche particolare della storia. Due bambini vicini di casa, giocando scoprono un mondo magico, vivranno avventure, tutto sarà diverso.
Deciso, è lui.Uscii dalla bibioteca tenendolo stretto: mi sembrava di aver trovato un tesoro. "Il nipote del mago" è stato il mio primo libro, il primo di una lunga serie.
Lo lessi per 3/4 sere di fila e lo finii subito. Come avrei fatto con tutti gli altri libri successivi.
Ah, i colpi di fulmine.
Il mio primo incontro con un vero libro è stato alle medie, durante Italiano. La professoressa, che era bravissima con noi ragazzi, ci disse che una delle cose più utili per imparare a scrivere bene era leggere i libri.
Così, per stimolare la nostra attenzione, ci portò nella "biblioteca scolastica": ovviamente non era una vera biblioteca, ma semplicemente una piccola stanza buia e polverosa con tantissimi libri.
Non molte scuola hanno questa possibilità, la mia fortunatamente si.
La stanza era piccola, ma piena di libri. C'erano libri ovunque, sulle sedie, sugli scaffali, in terra.
A me sembrò il paradiso, nonostante non avessi ancora aperto seriamente un libro. Ovviamente, avevo letto quelli scolastici, avevo letto tanti racconti a scuola, ma un libro, un libro che leggi per tua curiosità, leggere un libro, non era ancora successo.
La professoressa ci disse di sceglierne uno.
"Entrate, guardate, lasciatevi ispirare e sceglietene uno: mi raccomando, oltre alla copertina, sul retro, nei libri, esistono delle specie di riassunti per capire di cosa trattano i libri. Quindi magari, prima di scegliere, leggete per bene il tema."
Immaginatevi una branca di bimbetti agitati dentro quella stanza: corsero tutti verso i libri come fossero giochi, aprendoli, annusandoli, lanciandoli oppure scegliendone 5 o 6 senza nemmeno guardare il titolo.
Io invece non riuscivo a decidermi. Non trovavo niente. Ne prendevo uno, lo guardavo, leggevo la recensione sul retro e lo mettevo in un angolo, catalogandolo come "forse". Avevo classificato metà biblioteca con "forse".
Poi ovviamente, come in ogni storia che si rispetti, il colpo di scena: fu un signor libro a trovare me.
Non mi ricordo ogni dettaglio, ricordo solo che presi questo libro e rimasi affascinata dalla bellissima copertina: c'era un vecchio disegno raffigurante un bambino moro dallo sguardo furbo e una bambina bionda, allegra e sbarazzina. Anche il libro era molto vecchio: quel giorno ho scoperto il profumo dei libri. Sul retro, c'erano pochissime parole: due accenni storici riferiti allo scrittore e qualche particolare della storia. Due bambini vicini di casa, giocando scoprono un mondo magico, vivranno avventure, tutto sarà diverso.
Deciso, è lui.Uscii dalla bibioteca tenendolo stretto: mi sembrava di aver trovato un tesoro. "Il nipote del mago" è stato il mio primo libro, il primo di una lunga serie.
Lo lessi per 3/4 sere di fila e lo finii subito. Come avrei fatto con tutti gli altri libri successivi.
Ah, i colpi di fulmine.
Poi è arrivato il cinema ed è stato subito un amore ardente.
Ho fatto parte di una compagnia teatrale, l'atmosfera del palco era inebriante.
Il
teatro e il cinema si basano molto sulla "fotografia", sulle immagini,
le scene e quindi, anche quello, forte fonte d'ispirazione.
Ma sono stati i film che ho amato ad aprirmi un mondo di fantasia allo stato puro.
Sicuramente il Sig. Walt Disney, tutti film made in 80s, Moonstruck, L'Amante della Cina del
Nord, l'Ultimo dei Mohicani ecc... una miriade..non riesco a
ricordarli.. Pretty Woman, Se mi lasci ti cancello, Orgoglio e
Pregiudizo...
E
poi il Moulin Rouge... quanto l'ho amato, che genio Baz Luhrmann: quei
colori, il movimento, le musiche, l'amore, la sensualità.. tutto! Potrei scriverne a milioni, per ore. Eyes Wide
shut, Un'ottima annata, 10 cose che odio di te, Howl, 500 day of
summer, Ray Charles, Se mi lasci ti cancello, Pomodori verdi fritti, Midnight in Paris ...
E poi lui, il mio Film. il Film con la F maiuscola. E lei. La donna perfetta, la musa.
Il Favoloso mondo di Amèlie.
Senza questo film sarei una persona diversa...
Per questo argomento però, ci vorrebbe un post a parte.
Amèlie è e rimane la mia più grande ispirazione.
Let

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