EVENTI - la nostra Memoria durante la Festa Regionale dell'ANPI


L'evento del 19 settembre 2015 è stata un'esperienza bellissima.
Sono molto fiera di aver preso parte a questa commemorazione e di aver fatto il "nostro" con il mio socio Graziano Bellini.

Sono molto felice che l'ANPI e il Comune di Fucecchio abbiano pensato a noi e che ci abbiano lasciato lo spazio per poter parlare dell'Eccidio e per poter raccontare le storie dei superstiti.
Sono infatti molto orgogliosa di aver sempre con me Pietrino e Vittoria, che ci hanno raccontato la loro testimonianza tempo fa e che ogni volta vengono e ne parlano di nuovo con noi, davanti a tutti. E anche  durante questo raduno non sono stati da meno.
Sono entusiasta del movimento creato, dell'obiettivo che piano piano si sta svolgendo e delle belle parole che in generale continuiamo a ricevere.


Ricorderò sicuramente questa giornata per tanti aspetti. Per l'emozione negli occhi delle persone, per il gran numero di partecipanti, per i discorsi belli del Presidente dell'ANPI, per la promessa del Sindaco di Fucecchio che sta portando avanti, per la sensazione di unione che ho percepito, per gli occhi commossi di chi ricorda e per quella voglia di esserci dei meno giovani, che nonostante la fatica, sono rimasti lì, in piedi e al caldo.




Ricorderò che tra una portata e un'altra, senza saperlo, ho conosciuto Adelmo Cervi, un gran bel personaggio, figlio di Aldo, uno dei sette fratelli Cervi. 
La sua storia è conosciutissima e non c'è bisogno che stia qui a spiegarla.

Voglio solo dire che ho conosciuto questo signore vestito di rosso, con una maglia con scritto "bella ciao".
Un uomo irriverente, parecchio testardo e molto logorroico. Ha monopolizzato palco e microfono, ha detto tutto quello che voleva e, nonostante 15 minuti di panico, mi è piaciuto tantissimo.
Lui ha un bagaglio forte e grande, più grande di lui. Ha detto delle cose saggissime e io sono felice di averlo sentito parlare.


Mi porto dietro il ricordo di un omino con un cane che gli va dietro sempre e che lui dice non essere il suo cane. "Il cane è suo, si appartiene, non lo posso "possedere". Se vuole , mi segue. E sono anni che lo fa, ma io non gliel'ho mai chiesto."
Grazie dei discorsi e grazie di aver voluto che leggessi una parte del tuo libro: sono storie che non moriranno mai.





Ancora una volta, sono fiera di me stessa. Ho raggiunto il mio obiettivo. E mia nonna è fiera di me e questo spesso mi basta, perchè è tutto merito suo se sono qui.




 


















“Mi hanno sempre detto… tu sei una quercia che ha cresciuto sette rami, e quelli sono stati falciati, e la quercia non è morta… la figura è bella e qualche volta piango… ma guardate il seme, perché la quercia morirà, e non sarà buona nemmeno per il fuoco. Se volete capire la mia famiglia, guardate il seme. Il nostro seme è l'ideale nella testa dell'uomo." (Alcide Cervi)



Foto di Letizia Grazzini, Graziano Bellini e ANPI.

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