“Una mattina, siccome uno di noi era senza nero, si servì del blu: era nato l'impressionismo.” (Renoir)
L'Impressionismo è una corrente artistica nata in Francia, a Parigi, nella seconda metà dell'Ottocento.
La tecnica impressionista nasce dalla
scelta di rappresentare solo e soltanto la realtà sensibile. Non c’è
alcuna romantica evasione verso mondi idilliaci, sia rurali sia mitici;
c’è invece una volontà dichiarata di calarsi interamente nella realtà
urbana di quegli anni per evidenziarne tutti i lati positivi e
piacevoli.
La grande specificità del linguaggio
pittorico impressionista sta soprattutto nell’uso del colore e della
luce.
Il colore e la luce sono gli elementi principali della visione:
l’occhio umano percepisce inizialmente la luce e i colori, dopo di che,
attraverso la sua capacità di elaborazione cerebrale distingue le forme
e lo spazio in cui sono collocate.
Il rinnovamento della tecnica
pittorica, iniziata da Manet, parte proprio dalla scelta di
rappresentare solo la realtà sensibile. Su questa scelta non poca
influenza ebbero le scoperte scientifiche di quegli anni. Il meccanismo
della visione umana divenne sempre più chiaro e si capì meglio il
procedimento ottico di percezione dei colori e della luce.
L’occhio
umano ha recettori sensibili soprattutto a tre colori: il rosso, il
verde e il blu. La diversa stimolazione di questi tre recettori
producono nell’occhio la visione dei diversi colori. Una stimolazione
simultanea di tutti e tre i recettori, mediante tre luci pure (rossa,
verde e blu), dà la luce bianca. Questo meccanismo è quello che viene
definito sintesi additiva.
Il colore che percepiamo dagli
oggetti è luce riflessa dagli oggetti stessi. In questo caso, l’oggetto
di colore verde non riflette le onde di colore rosso e blu, ma solo
quelle corrispondenti al verde. In pratica, l’oggetto, tra tutte le onde
che costituiscono lo spettro visibile della luce, ne seleziona solo
alcune.
I colori che l’artista pone su una tela bianca seguono lo stesso
meccanismo: selezionano solo alcune onde da riflette. In pratica, i
colori sono dei filtri che non consentono la riflessione degli altri
colori.
In questo caso, sovrapponendo più colori, si ottiene,
successivamente, la progressiva filtratura, e quindi soppressione, di
varie colorazioni, fino a giungere al nero. In questo caso si ottiene
quella che viene definita sintesi sottrattiva.
La scelta dei pittori
impressionisti, di rappresentare la realtà cogliendone le impressioni
istantanee portò questo stile ad esaltare su tutto la sensazione
dell’attimo fuggente.
Secondo i pittori impressionisti la realtà muta continuamente di aspetto. La luce varia ad ogni istante, le cose si muovono spostandosi nello spazio: la visione di un momento è già diversa nel momento successivo. Tutto scorre. Nella pittura impressionista le immagini trasmettono sempre una sensazione di mobilità
L’attimo fuggente
raccoglie, nella pittura impressionista, sensazioni e
impressioni felici, positive, gradevoli.
L’attimo fuggente della pittura
impressionista ha analogie evidenti con la fotografia. Anche la
fotografia, infatti, coglie una immagine della realtà in una frazione di
secondo. E dalla fotografia gli impressionisti non solo prendono la
velocità della sensazione, ma anche i particolari tagli di inquadratura
che danno alle loro immagini particolare sapore di modernità.
L’impressionismo torna quindi a rappresentare un mondo felice ed allegro. Un mondo dove si può vivere bene.
Thaks to Alice , unsual model
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