Il 25 Novembre è la giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne.
Ufficialmente, la società odierna vorrebbe utilizzare questa data simbolo per combattere i femminicidi e la violenza di genere. Come tutte le giornate simbolo, non dovrebbe rimanere fine a se' stessa e dovrebbe estendersi all'infinito, ogni giorno.
Questa data è stata presa dal Comune di Fucecchio ed è stata trasformata in 3 giorni di appuntamenti, volti a sensibilizzare l'opinione pubblica.
C'è stata la vendita di pane, l'evento con i ragazzi delle scuole ed uno spettacolo teatrale.
Con Marea abbiamo collaborato assieme al Comune per organizzare la mattinata del 26 Novembre; oltre a noi : Ass. Frida, Gruppo Lilith, Commissione Elette e Nominate, Facce di Fucecchio (Silvia Giuntini) e l'Ist. Checchi. Con FDMDB abbiamo documentato l'evento creando un piccolo reportage.
L'evento è iniziato con la presentazione del libro "Omicidio dell'Anima" di Giancarlo Pezzarini, da un'iniziativa dell'Istituto "A. Checchi" settore moda. Successivamente, dopo l'intervento del Commissariato della Polizia di Stato, dell'Associazione Frida e del Gruppo Lilith, c'è stata una lettura di Anna Di Maggio tratta dalle testimonianze dalla scrittrice e blogger Silvia Giuntini.
La presentazione del libro è stato un momento forte, una rappresentazione veritiera, capace di portarti nella mente di quelle donne, facendo si che tu potessi immedesimarti totalemente, anche senza aver mai provato quel dolore fisico e mentale.
La lettura di Anna Di Maggio è stato qualcosa di assolutamente toccante: le testimonianze di Silvia Giuntini sono riuscite a bloccare il fiato a tutti. Parole forti e crude sono uscite da quei racconti. Gli sguardi delle signore in sala erano sofferenti, come fossero stanchi di dover sentire ancora queste storie.
Altri sguardi invece erano combattivi, pronti, sull'attenti. Sguardi arrabbiati che hanno voglia di difendersi, che non hanno paura dell'ipocrisia e che vanno oltre al velo dello scusare il marito/uomo/ragazzo di turno.
Ciò che in realtà mi ha colpito di più è stato lo sguardo delle ragazze presenti: loro, quelle delle scuole. So che erano classi di 4° superiore, quindi avevano tutte sui 17 anni. Le guardavo tra la folla e cercavo di osservarle per capire se stessero davvero capendo cosa quelle donne raccontavano e testimoniavano. Molte facevano finta di guardare altrove, ma si vedeva che tendevano l'orecchio. Alcune era attente ma distanti, annoiate, come quando sei obbligato ad ascoltare per apparire bene. Altre invece erano tristi, con gli occhi lucidi, sconcertate. Alcune si dicevano sotto voce : "ma secondo te è successo davvero?". Qualcuna invece aveva uno sguardo di comprensione, di curiosità, di vuoto.
Chissà, ho pensato, se qualcuna di loro ha mai visto cose così...
E ho passato il resto della mattinata a sperare che nessuna di loro abbia mai assistito a quel genere di cose e sperando che nessuna di loro si troverà mai a provarlo.
Sperando sperando.. che nessun'altra donna soffra in silenzio.

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