Può sembrare una cosa sciocca oppure una moda: in realtà è una questione di principio, almeno per me.
Sono e sarò sempre convinta che non importa l'attrezzatura che hai, se ti manca la fantasia. Puoi fare foto tecnicamente perfette, professionalmente a fuoco o maestosamente precise, ma se ti manca l'occhio, non sa di niente.
Puoi comprare tutta l'attrezzatura del mondo: potrebbe non servirti a niente.
Come diceva Alfred Eisenstaedt : " L’importante non è la fotocamera, ma l’occhio."
Ovviamente potrebbero non essere foto pulite ed anche parecchio poco definite.
Se una persona ama le foto in alta definizione, scolasticamente regolari e paurosamente a fuoco, non ricaverà piacere nell'iphoneography, nè a guardare nè a scattare.
Se invece una persona, della fotografia, ama gli attimi rubati, gli scatti che nella loro imperfezione ci ricordano qualcosa oppure particolari di una foto che sembrano semplici e futili, ma che in realtà trasmettono sensazioni, allora potrebbe apprezzare il principio dell'iphoneography.
Sono foto facili, è vero, non hanno bisogno di anni di studi o di ore di elaborazioni.
Sono convinta che i "grandi" della fotografia, però, se avessero avuto dei piccoli oggetti portatili che ti permettono di scattare, l'avrebbero usati parecchio volentieri.
Da anni fotografo con il mio "telefono intelligente" in tutte le situazioni possibili.
Quando il cielo prende una sfumatura improvvisa che dura pochi secondi: telefonino, click, attimo fermato.
Quando per strada vedo un viso accattivante o una situazione rara : telefonino, click, attimo fermato.
Quando vedo posti passando velocemente in macchina o durante un viaggio: telefonino, click, attimo fermato.
Quando sola con me stessa mi rilasso, leggo, gioco : telefonino, click, attimo fermato.
Grazie a questi moderni marchingegni, ogni attimo può diventare un frame eterno.
Grazie al mio di marchingegno, dal 2010 ad oggi ho raccolto decine e decine e decine di momenti irripetibili.
Foto strane e semplici, che a me trasmettano ricordi e sensazioni.
2010
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