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EVENTI - Percorso Memoria al MMAB di Montelupo F.no

Dopo la meravigliosa mattinata nelle Scuole di Montelupo F.no, il 27 gennaio 2016, siamo stati richiamati dal Comune per fare un altro Percorso.
Stavolta i partecipanti erano tutti adulti e l'evento si è svolto al MMAB, Museo della Ceramica e Biblioteca di Montelupo F.no.

Come sempre, raccontare questi avvenimenti, parlare con la testimone Vittoria e affrontare tematiche relative è stato molto emozionante.
Vittoria era molto più commossa del solito, forse perchè avere davanti degli adulti le ha dato la possibilità di essere più sincera sulla sua sofferenza. Di fronte ai bambini si lascia sempre andare, ma sono convinta che abbia comunque paura di sconvolgerli e quindi ci vada un po' "in punta di piedi".
Anche noi, avendo davanti degli adulti, eravamo più propensi ad affrontare i discorsi in maniera più netta, più cruda e più articolata.

E' stato ancora una volta molto emozionante, come fosse la prima.

I complimenti ci hanno reso fieri e ricordato per quale motivo facciamo tutto ciò.

uno dei messaggi ricevuti dopo l'evento



Grazie quindi al Comune di Montelupo, a Vittoria, ad Andrea Bellucci, all'assessore Simone Londi e a Massimo.













EVENTI - Percorso Memoria per le scuole di Santa Maria a Monte


PERCORSO MEMORIA è un progetto a cui io, Graziano Bellini e alcuni del gruppo FDMDB lavoriamo ormai dal 2014. E' nato così, silenzioso e umile, con la speranza di dare una scossa alla memoria.
E visto che quella scossa ha funzionato, il progetto si è sviluppato piano piano intorno a noi, arrivando a farci fare altri quattro percorsi.


Dopo le scuole di Fucecchio e quelle di Montelupo F.no, sabato 05/03/2016 è stato il turno di quelle di Santa Maria a Monte.


L'evento è iniziato in sordina, con i ragazzi che riuscivano a malapena a concentrarsi. Poi, sono bastati pochi minuti e il loro interesse si è acceso: hanno capito che non eravamo lì ad annoiarli con date, cenni storici lunghi e discorsi infiniti. Noi eravamo lì per raccontar loro una storia. Una storia purtroppo vera, non abbastanza conosciuta, ed accaduta a pochi km da loro. Solo 72 anni fa, a persone come loro.


 L'ingresso di Vittoria Tognozzi e il suo racconto straziante, ha fatto sì che la loro emozione arrivasse al massimo livello : molti avevano gli occhi lucidi, altri alzavano la mano per fare domande importanti, altri ascoltavano rapiti.
E' stato molto intenso vedere ragazzi di 13 anni così attenti e interessati, così desiderosi di capire e di captare più emozioni possibili. Così sicuri di non voler dimenticare questa storia. Così felici di averla sentita.
Continuavano a chiedere alla testimone "Ma lei quel giorno cosa provava?" oppure "Ma lei a fine della strage, come si sentiva?".



Quando l'evento è finito ed è arrivato il momento per loro di abbracciare Vittoria. Nel frattempo alcuni ci rincorrevano per dirci  " Grazie di avercelo raccontato" e io non mi sono mai sentita così profondamente fiera di un progetto nato senza grandi aspettative e cresciuto così, forte forte.

Dopo i vari saluti, ci hanno lasciato pensieri scritti nel nostro quaderno ricordo, continuando a ringraziarci.
Ci hanno abbracciato e ringraziato ancora. Parole bellissime dette da giovani uomini e donne.
Io vorrei poterli ringraziare uno ad uno.

Alcuni messaggi lasciati dai ragazzi

Alcuni messaggi lasciati dai ragazzi


Già così, l'evento sarebbe stato sensazionale, uno dei più intensi.

Ma poi è arrivato un ragazzino che mi ha toccato l'anima.
Era lì seduto ad ascoltare, compreso nel "gruppo" di quelli con gli occhi lucidi. E' stato il secondo ad alzare la mano per fare una domanda a Vittoria. Quando il microfono gli è arrivato davanti al viso, ha fatto per parlare, ma...  non è uscito niente.
Niente, niente perchè ha cominciato a piangere talmente forte, che i singhiozzi hanno bloccato le sue parole.
Piangeva e scuotava la testa, facendoci capire di non riuscire a parlare. Già così, il mio cuore era diventato piccolo piccolo. Poi qualcuno li ha suggerito di scrivere la domanda sul foglio, così io l'avrei letta per lui.
Me l'ha scritta su un foglio protocollo, io l'ho letta a Vittoria e lei ha risposto dolcemente a quel bambino che piangeva. Nel momento in cui la risposta era stata data e toccava ad un altro, ho posato il foglio della sul tavolo accanto a me. Appena l'ho appoggiato sul piano, alla rovescia, ho notato che quel foglio protocollo altro non era che il foglio degli appunti del ragazzino emozionato.
Ho letto la prima frase " La linea del fronte era il fiume arno" (guarda com'è preciso, che bella scrittura, ho pensato) , ho letto una frase più giù " le persone avevano tantissima paura" (bravo, ha ascoltato tutto, ho pensato) e poi un'altra frase: "Kesserling era una persona che uccide le persone".
In quel momento il tempo, per me, si è fermato in una frase. L'ho riletta di nuovo. Potente, immensa.


Può, a primo avviso, sembrare una frase senza molto senso, ma non è così: per chi non lo sa, Kesselring era a comando di tutte le forze tedesche in Italia. Dal '43 in poi, il suo obbiettivo diventò quello di combattere la Resistenza Italiana. Per lui erano tutti partigiani, sia le donne di 90 anni, sia i bambini di 4 mesi. Fu così che, tra i tanti orrori effettuati, fece quello che fu il "padre" di tutti gli eccidi italiani : emise infatti un ordine nel quale prometteva che i soldati che avessero superato le normali procedure contro i civili (non si uccidono civili innocenti, in pratica) sarebbero stati impuniti. Quindi ogni tedesco poteva uccidere chi diavolo gli pareva, senza dover rendere conto a nessun tribunale.
Questo è ciò che raccontiamo ai ragazzi, questo è il modo in cui spieghiamo chi era questo mostro e usiamo aggettivi orribili, aneddoti terrificanti e testimonanzie tragiche.
Speriamo che, con questi discorsi, i ragazzi sappiano anche chi sono gli artefici e come ragionavano e agivano.
"Kesselring era una persona che uccide le persone".
Questo, riassume ogni dettaglio. Questa frase è l'emblema di tutto. Non importa dire che era un mostro, un assassino, un pazzo. Non serve. E' molto più forte e profondo  dire che era una di quelle persone che uccidono le altre persone.
La dolcezza di questo ragazzo e la leggerezza con cui ha capito e fatto suo tutto ciò che volevamo trasmettere, mi ha scaldato il cuore.
Mi sono fotografata la pagina e l'ho ringraziato. Lui ancora singhiozzava.
Lui si ricorderà di noi e io non mi scorderò di lui.

Grazie ♥


Let













EVENTI - Percorso Memoria per le scuole di Montelupo Fiorentino

Le persone che mi conoscono da tanto e bene, sanno che è un argomento che mi è sempre interessato. Le persone che mi conoscono da poco, a volte mi chiedono "Ma come mai fai gli eventi sulla Memoria?"
La risposta è semplice: una nonna che racconta storie.
Storie che ti fanno rabbrividire e dire "Ti prego mondo, fai che non riaccada".
Da lì è nata la curiosità di studiare, leggere, guardare film, cercare nuove informazioni e ascoltare altre storie. Ho iniziato alle superiori guardando i film il giorno della memoria fino ad arrivare ad oggi, periodo in cui abbiamo fatto già un sacco di eventi commemorativi ma soprattutto informativi.
Domani toccherà alle Scuole di Montelupo: più di 100 bambini ascolteranno la storia dell'Eccidio del Padule e di tutti gli orrori accaduti.
"Si ma, con tutti i problemi che ci sono ora, le guerre, la politica ecc perchè fissarsi sulla Seconda Guerra Mondiale? Perchè non pensare ai problemi che ora ti circondano?"
Anche qui la risposta è semplice :
"Non è facile trovare parole ad un simile orrore e quando penso ai bambini e alle madri, alle donne e alle intere famiglie vittime dello sterminio di quei giorni, mi prevade un profondo senso di vergogna e di dolore. Nessuno deve dimenticare che ogni generazione deve essere pronta a combattere l'insorgere di aberranti ideologie criminose, piene di disprezzo per la vita umana, prima che possano conquistare il potere sugli uomini." (Rau)



EVENTI - la nostra Memoria durante la Festa Regionale dell'ANPI


L'evento del 19 settembre 2015 è stata un'esperienza bellissima.
Sono molto fiera di aver preso parte a questa commemorazione e di aver fatto il "nostro" con il mio socio Graziano Bellini.

Sono molto felice che l'ANPI e il Comune di Fucecchio abbiano pensato a noi e che ci abbiano lasciato lo spazio per poter parlare dell'Eccidio e per poter raccontare le storie dei superstiti.
Sono infatti molto orgogliosa di aver sempre con me Pietrino e Vittoria, che ci hanno raccontato la loro testimonianza tempo fa e che ogni volta vengono e ne parlano di nuovo con noi, davanti a tutti. E anche  durante questo raduno non sono stati da meno.
Sono entusiasta del movimento creato, dell'obiettivo che piano piano si sta svolgendo e delle belle parole che in generale continuiamo a ricevere.


Ricorderò sicuramente questa giornata per tanti aspetti. Per l'emozione negli occhi delle persone, per il gran numero di partecipanti, per i discorsi belli del Presidente dell'ANPI, per la promessa del Sindaco di Fucecchio che sta portando avanti, per la sensazione di unione che ho percepito, per gli occhi commossi di chi ricorda e per quella voglia di esserci dei meno giovani, che nonostante la fatica, sono rimasti lì, in piedi e al caldo.




Ricorderò che tra una portata e un'altra, senza saperlo, ho conosciuto Adelmo Cervi, un gran bel personaggio, figlio di Aldo, uno dei sette fratelli Cervi. 
La sua storia è conosciutissima e non c'è bisogno che stia qui a spiegarla.

Voglio solo dire che ho conosciuto questo signore vestito di rosso, con una maglia con scritto "bella ciao".
Un uomo irriverente, parecchio testardo e molto logorroico. Ha monopolizzato palco e microfono, ha detto tutto quello che voleva e, nonostante 15 minuti di panico, mi è piaciuto tantissimo.
Lui ha un bagaglio forte e grande, più grande di lui. Ha detto delle cose saggissime e io sono felice di averlo sentito parlare.


Mi porto dietro il ricordo di un omino con un cane che gli va dietro sempre e che lui dice non essere il suo cane. "Il cane è suo, si appartiene, non lo posso "possedere". Se vuole , mi segue. E sono anni che lo fa, ma io non gliel'ho mai chiesto."
Grazie dei discorsi e grazie di aver voluto che leggessi una parte del tuo libro: sono storie che non moriranno mai.





Ancora una volta, sono fiera di me stessa. Ho raggiunto il mio obiettivo. E mia nonna è fiera di me e questo spesso mi basta, perchè è tutto merito suo se sono qui.




 


















“Mi hanno sempre detto… tu sei una quercia che ha cresciuto sette rami, e quelli sono stati falciati, e la quercia non è morta… la figura è bella e qualche volta piango… ma guardate il seme, perché la quercia morirà, e non sarà buona nemmeno per il fuoco. Se volete capire la mia famiglia, guardate il seme. Il nostro seme è l'ideale nella testa dell'uomo." (Alcide Cervi)



Foto di Letizia Grazzini, Graziano Bellini e ANPI.